Empoli (mercoledì, 29 luglio 2026) — L’esperienza maturata dall’Azienda USL Toscana Centro evidenzia il progressivo consolidamento del servizio di psicologia di base quale dispositivo di assistenza territoriale finalizzato a garantire un accesso precoce e capillare al supporto psicologico. L’implementazione del progetto, avviata in via sperimentale nei territori del Quartiere 5 di Firenze, Calenzano, Greve in Chianti, Empoli, Vernio (Prato) e San Marcello Piteglio (Pistoia), ha prodotto risultati significativi sia in termini di accessi sia rispetto agli esiti clinici osservati.
di Alice Grieco
Nel corso della Seconda Giornata Nazionale della Ricerca Psicologica sono stati presentati i dati relativi all’attività svolta, illustrati dalla psicologa Benedetta Basagni dell’Azienda USL Toscana Centro. Nel periodo compreso tra settembre 2024 e il 30 maggio 2026 il servizio ha preso in carico 1.246 utenti, di cui 886 donne e 360 uomini. Nello stesso intervallo temporale sono stati realizzati complessivamente 4.928 colloqui psicologici, mentre 831 percorsi assistenziali si sono conclusi secondo gli obiettivi prefissati.
L’analisi degli indicatori di attività evidenzia un elevato livello di adesione al servizio e conferma la crescente domanda di interventi psicologici accessibili all’interno delle cure primarie. Parallelamente, la valutazione degli esiti, effettuata attraverso il monitoraggio dei pazienti e il confronto con i medici di medicina generale che hanno effettuato gli invii, mostra risultati favorevoli. In particolare, la misurazione dei livelli di ansia e depressione all’inizio e al termine del percorso terapeutico documenta, in numerosi casi, una riduzione significativa della sintomatologia, suggerendo l’efficacia degli interventi erogati.
L’utenza presenta un’ampia variabilità anagrafica, comprendendo soggetti di età compresa tra i 14 e i 93 anni. Le principali motivazioni di accesso riguardano problematiche relazionali, elaborazione del lutto, difficoltà connesse alla genitorialità, conflitti in ambito familiare o lavorativo, manifestazioni di somatizzazione, disturbi del sonno e percorsi di cambiamento comportamentale orientati al miglioramento degli stili di vita, quali la modificazione delle abitudini alimentari o la cessazione del fumo. Un dato di particolare interesse riguarda la partecipazione della popolazione anziana, inizialmente ritenuta potenzialmente meno propensa a richiedere un sostegno psicologico. L’esperienza maturata dimostra invece un’elevata fiducia nei confronti del servizio, favorita dal ruolo di mediazione e orientamento svolto dal medico di medicina generale.
Nonostante gli esiti positivi, permangono alcune criticità legate alla natura sperimentale del progetto. La limitata diffusione territoriale del servizio non consente infatti di rispondere pienamente alla domanda di continuità assistenziale espressa dagli utenti. Numerose persone manifestano il desiderio di proseguire o riprendere il percorso psicologico dopo la conclusione dell’intervento, esigenza che, allo stato attuale, non può essere sempre soddisfatta. Sebbene in alcune situazioni vengano proposte attività di gruppo, emerge con chiarezza la necessità di ampliare l’offerta e di garantire una maggiore continuità terapeutica.
I dati raccolti confermano, inoltre, come la richiesta di supporto psicologico riguardi una popolazione ampia ed eterogenea e non sia limitata alle condizioni di grave disagio psichico. Al contrario, una quota rilevante degli utenti si rivolge al servizio per affrontare difficoltà connesse alle normali transizioni della vita personale, familiare e lavorativa. In questa prospettiva, la psicologia di base assume un ruolo strategico nell’ambito della sanità pubblica, poiché favorisce interventi tempestivi di prevenzione e promozione della salute mentale, contribuendo a ridurre il rischio di aggravamento delle condizioni psicologiche e a rafforzare l’integrazione tra assistenza psicologica e medicina territoriale.
Last modified: Luglio 29, 2026


