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Firenze : scoperto sistema illecito di approvvigionamento e distribuzione di farmaci oppioidi mediante falsificazione documentale

Firenze (martedì, 22 luglio 2026) — Un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Firenze, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pistoia, ha consentito di individuare un presunto sistema criminale finalizzato all’acquisizione illecita e alla successiva distribuzione di medicinali, prevalentemente a effetto oppioide e stupefacente, mediante l’impiego di documentazione sanitaria contraffatta. L’indagine ha determinato l’emissione di quattro misure cautelari: nei confronti di una coppia, rispettivamente di 34 e 32 anni, originaria di Pescia e residente ad Altopascio, e di un uomo di 50 anni è stato disposto l’obbligo di dimora, mentre un dipendente di Estar, di 37 anni, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

di Alice Grieco

Secondo l’ipotesi investigativa, la coppia avrebbe utilizzato ricette mediche falsificate per ottenere farmaci presso numerose farmacie ubicate nelle province di Pistoia, Firenze e Lucca. Le prescrizioni, apparentemente regolari, avrebbero consentito l’acquisizione di medicinali soggetti a particolare controllo, soprattutto oppioidi, attraverso un sistema documentale fraudolento.

Le indagini, avviate nel corso del 2025 a seguito di anomalie riscontrate durante controlli eseguiti dai NAS presso alcune farmacie della provincia di Pistoia, sono state sviluppate con il supporto dell’Azienda USL Toscana Centro. Gli accertamenti avrebbero evidenziato l’utilizzo di ricettari e timbri professionali sottratti all’ospedale di Pescia. Le ricette sarebbero state compilate riportando nominativi fittizi associati, tuttavia, a codici fiscali autentici, espediente che avrebbe reso più difficoltosa l’individuazione delle irregolarità nei sistemi di controllo amministrativo.

Gli investigatori ritengono che siano stati utilizzati oltre 500 moduli di prescrizione sottratti, mediante i quali sarebbero stati dispensati farmaci per un valore complessivo superiore a 44.000 euro. La quasi totalità della spesa sarebbe stata sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale, determinando un rilevante danno economico a carico delle risorse pubbliche.

Nel corso delle perquisizioni effettuate presso l’abitazione della coppia sono stati rinvenuti e sequestrati farmaci oppioidi, sostanze stupefacenti quali cocaina e marijuana, nonché tre timbri riconducibili ad altrettanti medici, i cui nominativi sarebbero stati utilizzati per la compilazione delle prescrizioni fraudolente. L’analisi forense dei dispositivi telefonici sequestrati avrebbe inoltre consentito di ricostruire le modalità di approvvigionamento del materiale sanitario sottratto.

Tra gli indagati figura un uomo di 50 anni che, all’epoca dei fatti, prestava servizio presso una cooperativa operante all’interno dell’ospedale di Pescia. Secondo l’accusa, egli avrebbe sottratto ricettari e timbri dalla struttura sanitaria in almeno diciassette occasioni, ricevendo in cambio farmaci oppioidi. Parallelamente, un ulteriore canale di approvvigionamento illecito sarebbe stato individuato all’interno di Estar, ente regionale responsabile della gestione degli acquisti di farmaci e dispositivi medici. Il dipendente coinvolto avrebbe sottratto, in oltre settanta episodi distinti, più di cento confezioni di farmaci e dispositivi medici dal magazzino di Calenzano, cedendoli successivamente alla coppia dietro corrispettivi compresi tra 10 e 70 euro.

Le risultanze investigative prospettano, inoltre, che una parte dei medicinali ottenuti attraverso tali condotte sarebbe stata successivamente destinata alla vendita nei confronti di soggetti con dipendenza da sostanze stupefacenti. Gli investigatori riferiscono di aver documentato oltre quaranta episodi di cessione di farmaci ad azione stupefacente. Nel corso delle perquisizioni eseguite il 23 giugno è stata inoltre rinvenuta una confezione di fentanyl presso l’abitazione della coppia, che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata fornita dal dipendente Estar. Presso l’abitazione di quest’ultimo sono stati infine sequestrati oltre 250 tra farmaci e dispositivi medici.

Dal punto di vista criminologico, il caso evidenzia un modello organizzato di acquisizione illecita di medicinali fondato sulla combinazione di falsificazione documentale, sottrazione di materiale sanitario, abuso delle procedure prescrittive e successiva redistribuzione dei farmaci nel mercato illegale. L’utilizzo di ricettari autentici, timbri originali e dati identificativi parzialmente veritieri avrebbe consentito di incrementare la credibilità delle prescrizioni, eludendo i controlli ordinari e favorendo l’approvvigionamento sistematico di sostanze ad elevato potenziale di abuso, con significative ripercussioni sia sul piano della tutela della salute pubblica sia sotto il profilo economico per il Servizio Sanitario Nazionale.

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Last modified: Luglio 22, 2026
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