Empoli (giovedì, 30 luglio 2026) — Presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli è stata introdotta con successo la metodica di rimozione extracorporea dell’anidride carbonica ad alti flussi (Extracorporeal Carbon Dioxide Removal, ECCO₂R), applicata per la prima volta nella struttura nel trattamento di un paziente di circa settant’anni affetto da grave insufficienza respiratoria acuta. L’intervento ha consentito di ottenere un rapido miglioramento del quadro clinico, favorendo il recupero dello stato di coscienza senza ricorrere all’intubazione endotracheale e alla ventilazione meccanica invasiva.
di Alice Grieco
Il paziente era stato ricoverato presso l’Unità di Terapia Intensiva in condizioni critiche, presentando uno stato di coma conseguente a una severa riacutizzazione della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Nelle forme più avanzate di questa patologia, la ridotta capacità ventilatoria determina un progressivo accumulo di anidride carbonica nel sangue (ipercapnia), con conseguente acidosi respiratoria e compromissione delle funzioni neurologiche, fino alla possibile insorgenza del coma.
In considerazione della gravità del quadro clinico e dell’obiettivo di evitare le complicanze correlate alla ventilazione invasiva, il team multidisciplinare ha optato per l’impiego della tecnica ECCO₂R. Tale metodica utilizza un circuito extracorporeo attraverso il quale il sangue viene temporaneamente convogliato all’esterno dell’organismo, sottoposto alla rimozione selettiva dell’anidride carbonica e successivamente reimmesso nella circolazione sistemica. La riduzione dell’ipercapnia consente di diminuire il carico funzionale sui polmoni, favorendo il recupero della ventilazione spontanea.
L’efficacia del trattamento è risultata evidente già nelle fasi iniziali della procedura. La progressiva normalizzazione dei livelli ematici di anidride carbonica ha determinato il recupero dello stato di coscienza, permettendo al paziente di mantenere una respirazione autonoma e di collaborare attivamente durante il periodo di degenza. Una volta stabilizzate le condizioni respiratorie, il paziente è stato trasferito presso un reparto di Medicina per il completamento del percorso terapeutico.
Secondo il direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Giuseppe, la disponibilità della tecnologia ECCO₂R rappresenta un’importante opportunità terapeutica per la gestione di pazienti selezionati affetti da insufficienza respiratoria ipercapnica. La metodica consente infatti una rapida correzione dell’ipercapnia, riducendo in specifiche circostanze la necessità di ricorrere all’intubazione tracheale e contribuendo a limitare alcune delle complicanze associate alla ventilazione meccanica invasiva, oltre a preservare lo stato di vigilanza e la partecipazione del paziente al percorso assistenziale.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva costituisce una patologia respiratoria cronica caratterizzata da un’ostruzione persistente e progressiva delle vie aeree, responsabile di una riduzione del flusso espiratorio. Le riacutizzazioni rappresentano una delle principali cause di ospedalizzazione e sono frequentemente associate a dispnea severa, incremento della produzione di secrezioni bronchiali e peggioramento degli scambi gassosi. Nei casi più gravi, l’incapacità di eliminare adeguatamente l’anidride carbonica determina lo sviluppo di insufficienza respiratoria ipercapnica con acidosi respiratoria, alterazioni dello stato di coscienza e possibile evoluzione verso il coma.
L’introduzione della tecnologia ECCO₂R presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli è stata resa possibile attraverso un percorso organizzativo e clinico sviluppato nell’ambito di una stretta collaborazione multidisciplinare tra Pronto Soccorso, Area Medica, Pneumologia e Anestesia-Rianimazione. Tale integrazione ha consentito la definizione di un protocollo assistenziale condiviso, finalizzato all’identificazione precoce dei pazienti potenzialmente eleggibili al trattamento e all’attivazione tempestiva del percorso terapeutico più appropriato. L’esperienza maturata evidenzia il ruolo crescente delle tecniche extracorporee di supporto respiratorio come strategie complementari nella gestione dell’insufficienza respiratoria acuta, con l’obiettivo di migliorare gli esiti clinici e ridurre il ricorso alle procedure ventilatorie invasive nei pazienti accuratamente selezionati.
Last modified: Luglio 30, 2026


