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Processo per la morte di un 17enne a Campi Bisenzio: in aula la versione di uno degli imputati

Firenze (martedì, 30 giugno 2026) — A Firenze si è tenuta una nuova udienza nell’ambito del procedimento per l’omicidio di Maati, il ragazzo di 17 anni deceduto nella notte del 29 dicembre 2024 a Campi Bisenzio, dopo un’aggressione che secondo l’accusa sarebbe nata da un errore di identificazione.

di Alice Grieco

Davanti ai giudici è comparso uno dei cinque imputati, che ha ripercorso gli eventi di quella serata offrendo una ricostruzione alternativa rispetto all’impianto accusatorio. Il giovane ha negato di essere l’autore dell’omicidio, pur ammettendo di aver partecipato attivamente alle fasi concitate dell’aggressione.

Nel corso della sua deposizione ha riferito di aver colpito il ragazzo durante un inseguimento, sostenendo di averlo raggiunto e ferito alla schiena con due colpi di arma da taglio. Tuttavia, ha cercato di ridimensionare il proprio ruolo nella morte del 17enne, affermando che quando la situazione si sarebbe spostata su un autobus la vittima era già in condizioni di forte debolezza.

Ha inoltre descritto una fase iniziale della serata caratterizzata da consumo di alcol e farmaci, collegando la propria presenza sul posto a una richiesta di intervento arrivata da un conoscente. Secondo il suo racconto, quel gruppo si sarebbe mosso verso i giardini nei pressi dell’istituto Matteucci dopo aver saputo di un precedente episodio di tensione in cui alcuni ragazzi sarebbero stati coinvolti in offese e intimidazioni ai danni di altre persone durante una serata in discoteca.

Convinto che Maati facesse parte del gruppo ritenuto responsabile di quei fatti, l’imputato ha detto di averlo inseguito insieme ad altri. Ha raccontato di averlo colpito con un pugno prima che il ragazzo tentasse la fuga e di averlo poi raggiunto con le coltellate, precisando anche di aver cercato di far scendere alcuni presenti da un mezzo pubblico nel tentativo di capire chi fossero i coinvolti.

Nel suo intervento ha inoltre chiamato in causa un altro giovane presente sulla scena, attribuendogli un ruolo più grave nella dinamica dell’omicidio, senza però fornire dettagli ulteriori a sostegno di questa affermazione.

Rivolgendosi infine alla madre della vittima, presente in aula, l’imputato ha respinto l’etichetta di assassino e ha dichiarato di non aver avuto l’intenzione di causare la morte del ragazzo. La donna non ha commentato le sue parole al termine dell’udienza.

Il legale della famiglia ha contestato con fermezza la ricostruzione fornita, richiamando gli elementi medico-legali che indicherebbero la potenziale letalità di una delle ferite anche in assenza di un soccorso tempestivo.

Il processo prosegue davanti al tribunale fiorentino, con accuse di omicidio aggravato rivolte ai cinque imputati coinvolti nella vicenda.

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Last modified: Giugno 30, 2026
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