Empoli (venerdì, 7 agosto 2026) — L’emergenza determinata dalla diffusione della peste suina africana ha reso necessario un intervento coordinato tra la Regione Toscana, il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), finalizzato a garantire la continuità produttiva degli allevamenti e, al contempo, la salvaguardia della denominazione di origine protetta. Attraverso una collaborazione istituzionale caratterizzata da rapidità decisionale e condivisione degli obiettivi, è stato predisposto un percorso amministrativo che ha consentito di adottare, in via temporanea, specifiche modifiche al disciplinare di produzione.
di Alice Grieco
La Giunta regionale ha espresso il proprio parere favorevole, cui ha fatto seguito il provvedimento ministeriale che autorizza deroghe limitate e circoscritte alle disposizioni del disciplinare della Cinta Senese DOP. Tali misure consentono agli allevatori di adeguare le proprie strutture alle prescrizioni di biosicurezza imposte dall’emergenza epidemiologica, preservando al tempo stesso i requisiti essenziali che identificano la qualità e l’identità della denominazione. L’iniziativa è stata promossa dal Consorzio di tutela e sviluppata attraverso un’efficace cooperazione tra le amministrazioni coinvolte.
Secondo l’Assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Marras, la peste suina africana costituisce una minaccia che trascende la dimensione economica delle singole aziende, interessando un patrimonio produttivo, ambientale e culturale strettamente legato all’identità del territorio toscano. In tale prospettiva, la tempestività dell’intervento istituzionale rappresenta un elemento determinante, dimostrando come il coordinamento tra enti pubblici, organismi di tutela e amministrazioni possa produrre risposte efficaci anche in presenza di situazioni emergenziali.
L’Assessore ha inoltre evidenziato il ruolo svolto dal Consorzio della Cinta Senese nel rappresentare con tempestività le esigenze del comparto, riconoscendo altresì il contributo del Ministero e degli uffici della Direzione Agricoltura della Regione Toscana, che hanno assicurato un’istruttoria tecnica e amministrativa svolta in tempi contenuti. Tale esperienza è stata indicata come un esempio di efficienza amministrativa, nella quale la rapidità dell’azione pubblica è stata coniugata con il rispetto dei necessari criteri tecnico-giuridici.
Anche il Presidente del Consorzio di tutela, Nicolò Savigni, ha sottolineato la rilevanza delle deroghe temporanee, considerate uno strumento indispensabile per assicurare la continuità operativa delle aziende in una fase di particolare criticità. Le disposizioni approvate prevedono, per un periodo di dodici mesi e limitatamente ai casi di emergenza sanitaria, la possibilità di effettuare la macellazione e la custodia degli animali anche al di fuori delle aree tradizionalmente individuate dal disciplinare, senza compromettere gli standard qualitativi e l’identità della produzione certificata. La misura risponde all’esigenza di conciliare il rispetto delle norme di biosicurezza con la tutela di una razza autoctona di elevato valore zootecnico e genetico.
Le modifiche introdotte hanno carattere esclusivamente temporaneo e riguardano unicamente gli aspetti del disciplinare direttamente interessati dalle misure sanitarie adottate per il contenimento della peste suina africana. Esse rimarranno efficaci per il periodo stabilito dal provvedimento ministeriale e consentiranno agli allevamenti di conformarsi agli obblighi di biosicurezza senza alterare gli elementi distintivi che caratterizzano la Cinta Senese DOP.
L’intervento adottato evidenzia come la tutela di una denominazione di origine protetta non debba tradursi in un’applicazione rigida delle regole in contesti emergenziali, ma possa prevedere strumenti di adattamento capaci di garantire simultaneamente la salute animale, la continuità delle attività produttive, la conservazione della biodiversità e il mantenimento del valore della certificazione. L’esperienza maturata dimostra la capacità del sistema delle DOP di affrontare situazioni di particolare complessità senza compromettere i principi fondamentali su cui si fonda la qualità certificata, confermando il ruolo delle istituzioni nel sostenere gli allevatori e nel preservare un patrimonio di rilevanza non solo regionale, ma anche nazionale.
Last modified: Agosto 7, 2026


